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Attività Estive


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Attività invernali


 

 

Bio




Claudio Betetto - A. Guida Alpina


Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato verso le montagne, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali, ho fatto della ricerca la mia occupazione primaria fino al 2022, momento in cui ho intrapreso l'affascinante percorso per diventare Guida Alpina, per riuscire a fare della mia passione un lavoro.


Adesso sono Aspirante Guida Alpina, unica figura abilitata ufficialmente all'accompagnamento in montagna su terreno alpinistico e su qualsiasi terreno, sia esso roccia, neve o ghiaccio.

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Blog




11 Marzo 2025

All’ombra del Montasio: scialpinismo di frontiera in Alta Spragna

Una perlustrazione di qualche giorno prima in Alta Spragna fa ben sperare sulle condizioni della neve (polverone!) e così torno per questo anello che permette di attraversare da Sud a Nord per poi ritornare a Sud, passando per le due iconiche forcelle Mosè e Lavinal dell'Orso. Con me il Tommy in trasferta, sempre entusiasta di mettere il naso in questi posti silenziosi.  Partiamo poco prima della sbarra sulla forestale che sale a Malga Grantagar e in salita a Forcella Mosè pelliamo sì e no 100m, per il resto spalleggio. La discesa dal canale non sarà prettamente su polvere, così come quella da Forc. Lavinal dell'Orso non su bel firn...però ci si adatta e l'ambiente del versante Nord del Montasio è sempre potente.  Pensavamo di metterci di più, invece riusciamo ad arrivare per pranzo a Resiutta, dove un polletto non ce lo toglie nessuno!  Giornata da incorniciare.  Info tecniche: ramponcini leggeri e piccozza classica da avere, possono tornare utili anche i rampant viste le esposizioni.  
25 Febbraio 2025

Grapa med Travnikom in Šitami – Site (Travnik)

Grapa Med Travnikom in Sitami: mi sono ripetuto queste parole come un mantra per decine di volte e alla fine credo di averle impresse nella memoria.  A Est torno sempre volentieri anche perchè la Nord-Ovest del Travnik attira e le condizioni sembrano interessanti, soprattutto sul ripido, con neve pressata originata dalla recente nevicata umida.  La linea che abbiamo salito sul Travnik (precisamente sulla Site) non ha un nome vero e proprio, bensì è l'indicazione della localizzazione della salita, infatti letteralmente significa "colatoio tra il Travnik e la Site" (le varie declinazioni dello Sloveno chiedetele a qualcun altro). Gran giornata di alpinismo invernale, di quelle che parti e torni al buio, con tutte le incognite del caso.  Per la relazione dettagliata rimando a Rampegoni, mi limito a qualche consiglio. La prima parte è oggettivamente pericolosa perchè pressochè improteggibile, al di fuori delle soste (almeno nelle condizioni di neve pressata incontrate), dove comunque occorre avere occhio per integrare i pochi chiodi presenti. Una caduta del primo sarebbe una tragedia. La goulotte a "tubo" che immette nel canale della seconda parte della via l'abbiamo trovata in neve inconsistente, così ci è toccato risalire il canale a sinistra per poi ritornare nel principale tramite calata di 25 m da larice (piccolo ma solido). Infine, l'ultima sezione della via riserva una sorpresa con un salto repulsivo di roccia marcia che mette alla prova i nervi: lo affrontiamo tutto a sinistra trovando per fortuna alcuni chiodi (A0 parziale possibile). Il canale ed il salto finale sono evitabili a sinistra per rampe e canalini nevosi probabilmente più facili (soluzione seguita dalla cordata che ci precedeva).  Dall'uscita della via le difficoltà maggiori finiscono ma bisogna armarsi di pazienza perchè la discesa fino al Passo Vrsic è lunga (lasciare preventivamente un'auto o chiedere un passaggio), inoltre se non si conosce la zona potrebbe risultare difficoltosa al buio, con varie possibilità di errore.  Come materiale consiglio friend #0.1-2, mazzetto di dadi, 4-5 chiodi misti, 3-4 viti da ghiaccio corte e medie (usata solo una di affidabile), 2 corpi morti per soste su neve. 
24 Gennaio 2025

Stella e Lucciole – Val Enghe

Piccola perla incastonata tra le rocce (dentro ad un camino) della solitaria Val Enghe.  Propongo a Marco questa salita e accetta subito: una via in goulotte alletta entrambi! La cascata si sviluppa su 4 tiri, soste su roccia misto spit e chiodi.  L1: muro appoggiato di 60 m fino ad una sosta a fix 12mm con catena sulla destra. 3, 60 m; L2: a sinistra si entra nella goulotte per sbucare su una prima zona appoggiata Sosta a destra su chiodo + fix. 3+, 30 m; L3: bel tiro in goulotte prima quasi verticale e poi più appoggiata. Un tratto facile conduce ad un grande ripiano. 4, 50m; L4: tiro chiave incassato nel camino. A seconda di come formato si può salire al centro o a sinistra, poi bella candela ed infine goulotte fino all'uscita. Sosta a destra su chiodo + clessidrone (valutare i cordoni). 4+/5, 50m.  Con tre doppie lunghe si è alla base. 
17 Gennaio 2025

Goulotte Senza Nome – Torre Vitty

Torno su questa fantastica goulotte che avevo già salito nel 2022, questa volta in condizioni diverse, con meno neve e più ghiaccio, che regalano passaggini di misto più interessanti e il tiro di M5 su cui quasi non si tocca roccia.  Con Stefano che poi mi scarrozza con la vela in tandem fino alle piste del Passo Gardena...esperienza potente e gran soddisfazione riuscire a salire e scendere con questo stile! Questa volta accompagnato, tra qualche anno chissà! 
17 Gennaio 2025

Cascata Val dei Cantoni – Cima dei Preti

Nel silenzio totale della Val Cimoliana invernale, dove il rumore è solo quello delle piccozze che battono sul ghiaccio e dei ramponi che grattano la roccia.  La Cascata della Val dei Cantoni l'abbiamo scoperta solo di recente, una classica soffiata sui social tipica di questi anni ce l'ha fatta conoscere e non abbbiamo resistito al richiamo.  Mi riferiscono che solitamente si riesce a salire solamente l'ultimo tiro ma il resto della cascata non si forma, soprattutto il candelino della terza lunghezza, quest'anno invece evidentemente è avvenuto il miracolo.  Max l'ha soprannominata Bella nei Silenzi, quale nome fu più azzeccato.
4 Dicembre 2024

Hello Woman of my dreams – Adamello

Hello Woman of My Dreams: un nome che suscita forti emozioni, unito ad una linea a dir poco logica, conditi da una cordata magistrale e delle condizioni da urlo... e l'Adamello ormai mi ha stregato!   Con i due Stefani ci siamo fatti ingolosire dalle condizioni spaziali in zona e siamo andati a metterci in coda su questa piccola perla. Peccato appunto per la troppa gente: è sempre bello infatti trovare tanti giovani che fanno alpinismo ma questa volta era veramente troppo...tuttavia mi chiamo in causa per primo, ormai è lo scotto che bisogna pagare se si vuole andare a colpo sicuro.   Parcheggiamo poco sotto al guado di Malga Caldea e Stefano "macchina da guerra" pigia sull'avvicinamento. Non so come ma riesco a stargli dietro, anche se preventivamente mi sono munito di ricambio pure di mutanda, che servirà, visti gli stati in cui arriverò al bivacco. La serata passa come sempre a fondere neve e condividendo cibo. Siamo in 11 in un bivacco da 4 ma in qualche modo ci stiamo e riusciamo pure a dormire qualche ora, chi più chi meno... Sveglia alle 4, partenza alle 5 e alle 7 siamo pronti all'attacco. Quest'anno si oltrepassa la diga e si segue il sentiero estivo che aggira la morena a destra. Giunti sul conoide di Senza Chiedere il Permesso si devia a sinistra e si oltrepassa la zona della crepacciata per portarsi all'attacco. La parete è smaltata di neve pressata: festa per picche e ramponi, meno per le viti. Le condizioni ottime ci faranno percepire la via come più facile tecnicamente rispetto agli svariati report e relazione originale. Tuttavia questo non deve trarre in inganno e far sottovalutare, poichè l'impegno complessivo rimane, considerata anche la scarsa proteggibilità sia su ghiaccio che su roccia e comunque il freddo di una vera e propria Nord in Inverno.  La cordata da 3 ha sempre il suo perchè: mentre Ste è impegnato su un tiro della parte alta con neve più inconsistente, Stefano è dietro di me che borbotta cose (sicuramente legate alla coda e alle tempistiche dilatate), pare una pentola che bolle. In sosta ce la ridiamo, giusto per smorzare un po' il freddo, considerate le lunghe attese.  L'uscita al Sole è come sempre un momento epico e Ste mi confesserà di essersi un po' commosso...più persone così dovrebbero esserci!  Per la discesa bisognerà armarsi di pazienza e accettare il fatto che è lunga...fa parte anche questo dell'alpinismo...a meno di iniziare col parapendio!