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Emozioni ed esperienze
in montagna


Ho scelto di andare in montagna perchè guardando il mondo dall'alto, la prospettiva sulle cose cambia: ciò che prima appariva grande diventa piccolo e viceversa.

E poi semplicemente perchè mi piace.

Adesso guido gli altri, trasmettendo emozioni e permettendo di vivere grandi esperienze.


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Attività estive


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Attività invernali


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Bio




Claudio Betetto - A. Guida Alpina


Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato verso le montagne, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali, ho fatto della ricerca la mia occupazione primaria fino al 2022, momento in cui ho intrapreso l'affascinante percorso per diventare Guida Alpina, per riuscire a fare della mia passione un lavoro.


Adesso sono Aspirante Guida Alpina, unica figura abilitata ufficialmente all'accompagnamento in montagna su terreno alpinistico e su qualsiasi terreno, sia esso roccia, neve o ghiaccio.

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Perchè scegliere una Guida Alpina?

 

La montagna non è esclusiva di nessuno e credo fermamente che in essa viga la massima libertà, nel rispetto di sè stessi e degli altri. 

In montagna il rischio zero non esiste, così come la totale sicurezza rappresenta una vera e propria chimera che, in maniera fuorviante, alcuni spacciano per realtà.

La Guida Alpina non avrà mai la ricetta magica della sicurezza totale, ma rivolgendoti ad essa potrai anche imparare a valutare in modo critico quali sono i rischi intrinsechi nelle varie pratiche alpinistiche.
Affidandoti ad una Guida Alpina potrai concentrarti maggiormente sulla gioia e il divertimento di una arrampicata Dolomitica o di una sciata nella più leggera neve polverosa.

A differenza di altri paesi esteri dove è considerato normalissimo, in Italia manca decisamente la cultura del rivolgersi alla Guida Alpina per effettuare un'uscita in montagna, anche se le cose stanno pian piano cambiando, vuoi per l'interesse crescente che c'è stato per il "mondo outdoor", vuoi per una presa di coscienza generale.

La Guida Alpina è un professionista a tutti gli effetti, iscritto ad un albo regionale e nazionale; è l'unica figura abilitata all'accompagnamento in alta montagna e su terreno alpinistico possedendo una formazione specifica di più di 100 giornate sui vari terreni di arrampicata su roccia, su ghiaccio, alta montagna e scialpinismo, riconosciuta a livello nazionale e anche all'estero. A queste si sommano le almeno altrettante giornate passate in montagna per maturare l'esperienza necessaria per accedere al periodo di formazione (è richiesto un severo curriculum alpinistico), i corsi di aggiornamento professionale che la Guida è obbligata a seguire e le varie ascensioni personali e non, maturate nel tempo (sì, molte Guide nel tempo libero praticano attività alpinistica personale).
Inoltre è bene ricordare che ogni Guida iscritta all’albo, sottoscrive una polizza RC professionale, obbligatoria per legge.    

C'è però anche dell'altro: la Guida Alpina non ha solamente l'obiettivo di accompagnare ma anche quello di trasmettere i valori propri dell'alpinismo, con la finalità di far acquisire una maggiore autonomia, consapevolezza e confidenza con l'ambiente montano.  
Inoltre il suo ruolo è anche quello di insegnare la tecnica delle varie discipline, garantendo un percorso personalizzato a seconda del livello di partenza del cliente.
Infine, la Guida Alpina, rappresenta un punto di riferimento sul territorio per tutti coloro che frequentano la montagna o che si stanno avvicinando ad essa, fornendo consulenza e supporto, nei limiti del possibile; è sua prerogativa la cura degli ambienti nei quali opera, per una questione di rispetto sia dell'ambiente stesso che di chi lo frequenta. 


Blog




17 Giugno 2026

Spigolo Nord Integrale – Sfinge della Grauzaria

Smarzi mi raggiunge in trasferta in Carniche e sfruttiamo le giornate lunghe di inizio Giugno per una ripetizione dello Spigolo Nord Integrale della Sfinge della Grauzaria, una via iconica, ormai a torto poco frequentata. Questo itinerario è un vero viaggio dentro la parete della Sfinge, dove l'arrampicata è spesso elegante su roccia mediamente molto buona, anche se non mancano i tratti in cui prestare attenzione, soprattutto sulle lunghezze meno chiodate. Viste le abbondanti piogge di due giorni prima abbiamo paura di trovare bagnato (molta erba nella parte bassa), invece solo qualche presa dentro le fessure e nulla più.  L'accoglienza al Rifugio Grauzaria è sempre delle migliori e non ci lasciamo scappare un'ottima cena in compagnia a base di polpette di carne e polenta...tooop!   Un grazie anche alla rifugista Lisa, sempre disponibile a fornire informazioni anche agli alpinisti, cosa ormai sempre più rara! 
3 Giugno 2026

Cassin+Carlesso+Hasse – La combinazione in Torre Trieste

Sulla "Torre delle Torri" per seguire un itinerario che è la combinazione di tre diverse vie, firmate Riccardo Cassin, Raffaele Carlesso e Dietrich Hasse.  Decidiamo per una logistica "rilassata" e programmiamo il bivacco in II cengia, scelta che si rivela azzeccata viste le condizioni meteo da piena Estate. Nonostante ciò, patiamo il caldo solamente il primo giorno tra I e II cengia, infatti la via dopo la II cengia è orientata a Sud-Ovest e la variante Hasse svolgendosi in diedro, rimane riparata dal sole.  Gran bella avventura con i giovani rampanti Smarzi e Marco. 
2 Giugno 2026

Rainman – Creta di Aip

La parete Nord-Ovest della Creta di Aip assomiglia per conformazione complessiva, su scala minore, alla più famosa parete Nord-Ovest del Civetta, nelle Dolomiti.    Arrivato alla Grosser Sattel, la forcella che permette il valico sul versante Nord della montagna, resto folgorato dalla bellezza di questa parete, al contempo grandiosa ma anche appartata.   Rainman è una via stupenda che sale il Trogturm, il pilastro centrale della parete. Aperta da Claudio Barberino e Mario di Gallo, originariamente è stata gradata V+, anche se sul primo tiro (il più impegnativo) un bel VI non lo toglie nessuno!  Tuttavia la via risulta molto proteggibile a friend per via del calcare monolitico che la caratterizza; inoltre la maggior parte delle soste è stata recentemente attrezzata a fix da 10mm, cosa che agevola non poco la progressione, visto anche che i tiri sono quasi sempre molto lunghi.  Una relazione dettagliata è presente su Orme Verticali, aggiornata rispetto a quella della antecedente monografia Alpi Carniche Alpi Giulie, che differisce nei tiri 3-5, con alcune imprecisioni.  Riporto alcune note:  L1: attacco in corrispondenza di 1 ch.  L3: sosta non individuata, usato uno spuntone (60m) L4: sosta non individuata, usato uno spuntone sulla sx del diedro successivo (35m)  L6: sosta 1 spit oppure spuntone,  L8: in partenza chiodo alla base del camino (no fix)  L10: usare la sosta a fix a metà del diedro e fare L11 per uscire, altrimenti non bastano le corde. Io ho accorpato e sostato a friend in una nicchia a dx 5 m sotto l'uscita.  L'idea di salire Rainman in autosicura si era insinuata da molto, bisognava solamente aspettare la combinazione giusta di condizioni meteo, fisiche e di motivazione, che si sono materializzate in questo fine Maggio 2026 caratterizzato da caldo anomalo...e tanta voglia di arrampicare!   
29 Aprile 2026

Canale delle Pale Rosse – Gran Zebrù

Gran montagna il Gran Zebrù, grandiosa e un po' austera, con i suoi 3857 m risulta seconda solamente all'Ortles, all'interno del gruppo montuoso.  La forma piramidale attrae sicuramente e bisogna rimediare al fatto di non averne mai calcato la cima, così decidiamo per una scialpinistica primaverile salendo dal Canale delle Pale Rosse e sciando la via normale.  Partenza dall'Albergo dei Forni (2178m) dove si arriva comodamente in auto. La giornata è soleggiata ma fresca (zero termico a 2200-2300m nelle ore centrali), cosa che ci permette di metterci in cammino circa alle 6. Con temperature  più alte consiglio di anticipare sensibilmente, magari pernottando al Rifugio Pizzini.  Pelliamo da quota 2300-2400m e sempre su neve marmorea raggiungiamo il Colle delle Pale Rosse (3375 m). Da qui puntiamo a destra intuendo una diagonale (tracce) che porta al Canale delle Pale Rosse.  C'è meno neve di quanto ci aspettavamo, cosa che scopro essere più comune di quanto ci si aspetti, essendo il canale molto aperto.  La pendenza passa dai 40° iniziali ai 55 finali e affiorano alcuni tratti di ghiaccio e roccette. Scarse possibilità di sosta ai lati su qualche fessura. L'uscita in cresta è scenografica con alcuni passi molto aerei giusto sul filo...la croce di vetta sullo sfondo ci osserva e ci chiama!  Fino al Collo di Bottiglia la neve non molla, così tocca sciare sulla lastra. Evito l'ingresso ripido dalla cima e pure il Collo di Bottiglia che è ridotto ai minimi termini. Poi è gloria sui pendii che portano al Pizzini. Breve sosta radler e poi giù ancora qualche centinaio di metri con gli sci, prima dello spalleggio finale. Gran giornata, su una cima maestosa e con una squadra top!
16 Aprile 2026

Monte Canin dalla Ferrata Julia – Scialpinismo

Nella lista dei desideri da molto tempo, finalmente realizzato, un po' per caso quando Saverio me la propone come gita partendo da Sella Nevea. Risaliamo le piste per portarci a Sella Bila Pec. Qui c'è l'annoso dilemma se togliere le pelli e sciare oppure tenere gli sci in spalla; io e Saverio optiamo per la prima opzione, il Batti invece decide di spalleggiare: morale della favola, ripelliamo nello stesso momento!  Risaliamo lungo l'ex ghiacciaio per portarci fin sotto le pareti dove individuiamo la ferrata.  Lasciamo gli sci alla base ed evitiamo il primo tratto di ferrata, optando per il canale a sinistra che poi con un traverso si collega al cavo, che seguiamo fino ad un successivo canale sulla destra (50-55 gradi), il quale ci porta fino in cresta (mega cornice aggettante).  Dall'uscita in una decina di minuti siamo in cima per cresta facile...stupendo.  In discesa ritorniamo agli sci senza calate in doppia e poi gran divertimento fino al pianoro sottostante Sella Bila Pec. Qui tocca ripellare per poi sciare fino a Sella Nevea tra neve pappa e polenta. 
16 Aprile 2026

Forcella dell’Inferno dalla Val di Suola per il Passo del Mus – Scialpinismo

Bel giro a semi-anello uscito quasi per caso dal cappello magico, osservando la Val di Suola, di passaggio nel fondovalle.  Spalleggiamo gli sci per 400m di dislivello scarsi, pellando appena il bosco si apre sul fondovalle ghiaioso della Val di Suola.  Bella la salita al Passo del Mus, prestando attenzione ad un lastrone in uscita in forcella, aggirato a destra (40-45 gradi).  Traversiamo a destra verso Forcella Fantulina Alta su terreno misto neve-erba e una volta in cresta, puntiamo alla Forcella dell'Inferno, traversando ancora su neve e poi su dritti (max 40 gradi).  Discesa su neve perlopiù ghiacciata causa vento freddo da Nord e nuvole sopraggiunte nel frattempo. Da prestare attenzione nella parte alta a qualche lastroncino non portante che rischia di compromettere l'equilibrio (conseguenza non simpatica su neve ghiacciata), quindi sciata controllata, bella per gli amanti del genere, soprattutto perchè dura più del solito!  Bella giornata con l'irriducibile Sav. 


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