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Emozioni ed esperienze
in montagna


Ho scelto di andare in montagna perchè guardando il mondo dall'alto, la prospettiva sulle cose cambia: ciò che prima appariva grande diventa piccolo e viceversa.

E poi semplicemente perchè mi piace.

Adesso guido gli altri, trasmettendo emozioni e permettendo di vivere grandi esperienze.


Calendario Primavera 2026

Calendario Primavera 2026


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Attività estive


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Attività invernali


 

 

Bio




Claudio Betetto - A. Guida Alpina


Classe 1993, provengo dalla pianura ma fin da piccolo ho sempre guardato verso le montagne, attratto dall’aria sottile e dal profumo dei boschi.


Mi piace vivere la montagna a 360 gradi e in tutte le stagioni, cercando il più possibile l’avventura. Amo la Natura e in essa trovo il terreno ideale per mettermi alla prova.


Laureato in Scienze Forestali ed Ambientali, ho fatto della ricerca la mia occupazione primaria fino al 2022, momento in cui ho intrapreso l'affascinante percorso per diventare Guida Alpina, per riuscire a fare della mia passione un lavoro.


Adesso sono Aspirante Guida Alpina, unica figura abilitata ufficialmente all'accompagnamento in montagna su terreno alpinistico e su qualsiasi terreno, sia esso roccia, neve o ghiaccio.

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Perchè scegliere una Guida Alpina?

 

La montagna non è esclusiva di nessuno e credo fermamente che in essa viga la massima libertà, nel rispetto di sè stessi e degli altri. 

In montagna il rischio zero non esiste, così come la totale sicurezza rappresenta una vera e propria chimera che, in maniera fuorviante, alcuni spacciano per realtà.

La Guida Alpina non avrà mai la ricetta magica della sicurezza totale, ma rivolgendoti ad essa potrai anche imparare a valutare in modo critico quali sono i rischi intrinsechi nelle varie pratiche alpinistiche.
Affidandoti ad una Guida Alpina potrai concentrarti maggiormente sulla gioia e il divertimento di una arrampicata Dolomitica o di una sciata nella più leggera neve polverosa.

A differenza di altri paesi esteri dove è considerato normalissimo, in Italia manca decisamente la cultura del rivolgersi alla Guida Alpina per effettuare un'uscita in montagna, anche se le cose stanno pian piano cambiando, vuoi per l'interesse crescente che c'è stato per il "mondo outdoor", vuoi per una presa di coscienza generale.

La Guida Alpina è un professionista a tutti gli effetti, iscritto ad un albo regionale e nazionale; è l'unica figura abilitata all'accompagnamento in alta montagna e su terreno alpinistico possedendo una formazione specifica di più di 100 giornate sui vari terreni di arrampicata su roccia, su ghiaccio, alta montagna e scialpinismo, riconosciuta a livello nazionale e anche all'estero. A queste si sommano le almeno altrettante giornate passate in montagna per maturare l'esperienza necessaria per accedere al periodo di formazione (è richiesto un severo curriculum alpinistico), i corsi di aggiornamento professionale che la Guida è obbligata a seguire e le varie ascensioni personali e non, maturate nel tempo (sì, molte Guide nel tempo libero praticano attività alpinistica personale).
Inoltre è bene ricordare che ogni Guida iscritta all’albo, sottoscrive una polizza RC professionale, obbligatoria per legge.    

C'è però anche dell'altro: la Guida Alpina non ha solamente l'obiettivo di accompagnare ma anche quello di trasmettere i valori propri dell'alpinismo, con la finalità di far acquisire una maggiore autonomia, consapevolezza e confidenza con l'ambiente montano.  
Inoltre il suo ruolo è anche quello di insegnare la tecnica delle varie discipline, garantendo un percorso personalizzato a seconda del livello di partenza del cliente.
Infine, la Guida Alpina, rappresenta un punto di riferimento sul territorio per tutti coloro che frequentano la montagna o che si stanno avvicinando ad essa, fornendo consulenza e supporto, nei limiti del possibile; è sua prerogativa la cura degli ambienti nei quali opera, per una questione di rispetto sia dell'ambiente stesso che di chi lo frequenta. 


Blog




12 Marzo 2026

Corno Cieco (Blinnenhorn) – Scialpinistica da Riale

La scialpinistica al Corno Cieco (Blinnenhorn in tedesco) si era insinuata come un tarlo nel cervello da quando l'avevo mancata al Corso Guida.  Quale occasione migliore di una trasfertina in Svizzera dal Laza per abbinare questa salita "di strada"?  Il Corno Cieco è una cima che non presenta difficoltà alpinistiche particolari ma con gli sci è sicuramente una bella gita, solitamente affrontata in condizioni Primaverili, che quest'anno si presentano già ai primi di Marzo, a seguito di un periodo anormalmente caldo. L'uscita può essere affrontata seguendo itinerari diversi; noi optiamo per il seguente, sia in salita che in discesa: Riale-Canale dei Sabbioni-Pian dei Camosci-Passo dei Camosci-Corno Cieco. Partiamo da Riale con le pelli alle 5 45 e in circa 6 ore siamo sulla cima. La discesa sarà bella lunga, con una piccola ripellata dal pianoro del ghiacciaio al Passo dei Camosci.  La sezione tecnica di sciata è rappresentata dal canalino sotto il Passo dei Camosci (seguiamo quello diagonale di sinistra, faccia a valle), che richiede qualche curva saltata su firn di prima qualità...poi si mollano gli sci ed è solo divertimento!   In discesa troviamo varie tipologie di neve ma tutte sciabili. L'arrivo a Riale racchettando sulla pista da fondo è sempre epico! Grazie Laza, come sempre giornate top assieme!
4 Marzo 2026

Marmolada Punta Penia – Canalino NE e discesa per lo spallone

Il canalino NE di Punta Penia ogni tanto viene salito, sia in tardo Autunno/inizio Inverno che in tarda Primavera. Ovviamente le condizioni sono diametralmente opposte: nel primo caso più probabilmente si troveranno condizioni più secche con conseguente aumento delle difficoltà, rispetto alla stagione avanzata in cui di solito vi sono condizioni più "nevose".  Da parecchio desideravo salirlo, per poi magari sciare da Punta Penia, bel sogno che si realizza a fine Maggio 2025, in solitaria, come qualche anno fa sulla Nord!  Partenza al buio con la paura delle temperature che invece alla fine in quota sono rigide per via del vento che sferza pesantamente la cima, costringendomi ad una fuga immediata!  Lo zoccolo roccioso sull'imbuto dopo lo spallone mi costringe a qualche numero per non rotolare giù sul ghiacciaio, ma poi la sciata ripaga di qualsiasi cosa!  Pausa al Pian dei Fiacconi per prendere il sole e poi giù alla diga...ottima chiusura di stagione! 
3 Marzo 2026

Lasca Plagna – Spallone SW

Saverio ha già scritto abbastanza su questa discesa, mi limito a qualche nota tecnica. Partiamo a piedi dal guado dove stacca il sentiero per Casera Berdo e seguiamo la strada per Malga Coot. Raggiuntala ci innestiamo sul sentiero che traversa a Casera Berdo e la raggiungiamo. Da qui valutiamo che ci piace di più la salita per Forcella Infrababa, così seguiamo la grande valanga e saliamo verso il bivacco Costantini e poi nel canalone ripido e con neve marmorea. L'esposizione Occidentale e la posizione incassata ci fanno dubitare sul fatto che la neve mollerà presto, così arrivati in forcella già sappiamo che l'opzione sarà di nuovo quella originaria, ovvero lo spallone SW del Lasca Plagna! In ambiente lunare e nella solitudine più totale aggiriamo a Sud-Est la nostra montagna e poi la saliamo per il canale Est dove troviamo ancora neve decente. In cima restiamo pochissimo vista l'aria (e la fretta del Sav che vuole vedere la discesa) così ci spostiamo lungo la cresta verso Nord fino a raggiungere il punto ottimale in cui calzare gli sci. Sciata commovente su firn, forse leggermente in ritardo ma stupenda ugualmente. Individuato il canalino sulla sinistra lo imbocchiamo e ramponando su erba ci colleghiamo al boschetto sopra Casera Berdo. Da qui inizia la ravanata, tranne che sulla stradina finale sotto Malga Coot, dove ritroviamo un po' di divertimento che ci fa dimenticare tutte le fatiche della giornata e gli innumerevoli cambi di assetto. Gran giornata, come sempre grazie a Sav per le proposte degne di nota: scialpinismo di frontiera al suo massimo splendore. NB: gita lunga e abbastanza complessa. Lo Spallone SW data l'esposizione permette tempi più "comodi" rispetto a versanti Est o Sud pieno. Noi con zero termico a 2500m e cielo sereno l'abbiamo sciato alle 13 30 circa (28 Febbraio). Preventivare probabile portage nella parte bassa e nel nostro caso anche in tutto il canalone di Forcella Infrababa vista la neve dura. Questo probabilmente sarà stato sciabile verso le 16, visto che prende sole tardissimo (dipende dal periodo). Superata la forcella le cose cambiano e l'esposizione tra Est e Sud permette alla neve di mollare. Da valutare bene l'orario per salire il canale finale del Lasca Plagna. Ovviamente tutte queste valutazione in contesto Primaverile.
26 Gennaio 2026

Prisojnik – Cascate di ghiaccio

Magnifico anfiteatro in cui si trovano alcune vere perle del ghiaccio giuliano, da sinistra: Leva (4+), Centralna (5) e Desna (4), cui si aggiungono alcuni tiri a sinistra di Leva, raggiungibili comodamente evitando la candela iniziale e seguendo il primo tiro facile sulla sinistra.   21-01-2026 - Col Valpinz salgo Leva, bellissima e non banale la candela iniziale, scavata e che costringe ad un passo sbilanciante. Poi bel murone di 60m dove mi tengo a sinistra. Ultimo tiro più facile. Discesa: tre doppie su spit e siamo alla base. Ci spostiamo su Centralna dove saliamo due tiri fino a sopra la candela principale, che piscia da far spavento. Bel tiro con una quindicina di metri verticali e quest'anno un bel passo strapiombante Discesa: due doppie su spit.  
26 Gennaio 2026

Spada di Damocle – Lavina del Mangart

Finalmente sulla mitica Spada di Damocle in Lavina del Mangart, nel cuore delle Alpi Giulie.  Aperta da T. Ferluga e S. Serra nel 1981, rappresenta una vera pietra miliare del ghiaccio verticale, anticipando sui tempi praticamente qualsiasi altra realizzazione di questo livello di difficoltà in Italia.  L'ambiente è severo e la cascata va affrontata dopo che la spada è crollata, onde evitare spiacevoli inconvenienti (nell'Inverno 2025-2026 si è riformata più volte).  Noi facciamo 6 tiri di cui i più impegnativi sono il primo su candela e il quinto su muro e poi goulotte.  Gran giornata nel freezer di quest'angolo delle Alpi Giulie, in compagnia del Mose e Anna! 
15 Dicembre 2025

Clean Gully – Torre Innerkofler

Clean Gully sulla Torre Innerkofler è la gemella "minore" della più famosa e blasonata Mistica. Quest'anno tuttavia, in preda ad una sorta di isteria collettiva che ha colpito anche il sottoscritto, è stata presa d'assalto, risultando sicuramente la via più frequentata di inizio stagione in Dolomiti.   Non che le condizioni siano particolarmente "buone", anche se il termine è sempre relativo. Diciamo che il ghiaccio si lascia desiderare e lo si vede quasi unicamente nella parte alta della via, sulla caratteristica goulotte col masso incastrato.  Parlavo del relativismo delle condizioni, perchè alla fine con Matteo si cercava una giornata in montagna a "sgraffare", come dice lui... e devo dire che avendo in mente questo obbiettivo, la via risulta proprio divertente!  Partiamo dal Passo Sella alle 8 con calma e raggiunta la Forcella del Dente per il Canalone Moppo, puntiamo all'attacco diretto che con due tiri si collega direttamente alla sosta del primo tiro originale, preferibile in questa annata, vista l'assenza di ghiaccio.  Le soste sono sempre presenti a chiodi e vari cordoni/cordini in clessidre sparse. Riporto alcune info sui tiri, nelle condizioni da noi trovate:  Paretina di roccia marciotta fino ad uno  spuntone oppure sosta a chiodi poco sopra (III, p. IV, 25 m ca.) Traverso diagonale a sinistra fino alla sosta del primo tiro originale (III)  Tiro di collegamento fin sotto al tratto chiave, sosta a sinistra comoda (70°) Bel tiro di misto con due salti. Possibile uscita a sx stando nel camino (più impegnativa). Sosta a destra, oppure proseguire nel canale fino a clessidra cordonata rinforzabile (M4+) Collegamento in canale con qualche roccetta (conserva protetta, utile Micro Traxion) Bella goulotte incassata con uscita passando sotto a masso incastrato (3+) Canale di neve senza particolari difficoltà Canale di neve con roccette, uscita a sinistra sotto fascia rocciosa con soste (possibile proseguire fino in cima ma più difficile sostare).  La via esce sulla piatta cima della Torre Innerkofler, la cui vetta vera e propria è raggiungibile in pochi minuti ed è sempre uno spettacolo! In discesa invece seguiamo le più comode doppie su Mistica, attrezzate prevalentemente a fix da 8. Probabilmente dalla sosta sopra la candela, in calata si possono accorpare due tiri (verificare che arrivino le corde!), altrimenti sostare sotto la candela e fare un'altra calata da 20 m fino alla sosta a spit nel canale. NB: attenzione che dalla sosta sotto alla candela non si arriva assolutamente con una doppia fino alla base (cordata mezza incrodata sotto di noi). Infine si risale allo spuntone del primo tiro e ci si cala nei pressi della Forcella del Dente (25 m).  Materiale: mezze corde 60m, serie di friend #0.2-2, 6 viti da ghiaccio (3 medie e 3 corte), 8 rinvii (alcuni allungabili), NDA.  Grazie Matteo, giornata super! 


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